1.1. La storia del Centro Studi

         Fondato a Genova nel 1986 in associazione da Claudio Borello, Mario Gennari, Cesare Ghezzi, Miriam Pertica, Paola Poldi Allai, Edoardo Walter Tizzi, persegue quali scopi principali la promozione della ricerca nei diversi àmbiti interessanti il discorso educativo - anche mediante la connessione dinamica con ulteriori saperi disciplinari -, la promozione del dibattito in pedagogia e nella didattica, la raccolta e la produzione di materiali di documentazione, l'analisi delle componenti umanistiche dell'opera pedagogica di Don Lorenzo Milani, l'intervento nei vari settori della formazione pedagogica.
 
         Lungo l'arco della sua esistenza il Centro studi Pedagogici Don Lorenzo Milani ha organizzato, anche insieme ad altre istituzioni, seminari di studio e convegni a carattere nazionale e internazionale, al fine di favorire il confronto fra studiosi di differenti orientamenti culturali. Ha attivato, inoltre, molteplici ricerche, affidandole anche a giovani interpreti delle scienze pedagogiche e dell'educazione. Il Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani si è posto quale luogo di libero dibattito, diretto a scandagliare da angolature diverse anche le aree maggiormente problematiche della riflessione pedagogica. Inizialmente, fulcro degli studi intrapresi sono state le questioni inerenti l'educazione estetica, affrontate nella prospettiva della semiotica dell'educazione, secondo una visione umanistica dell'agire pedagogico. Per tale motivo, la ricerca è venuta intrecciandosi con la riflessione in merito al problema dell'interpretazione in pedagogia e in didattica. L'approfondimento d'entrambe le tematiche - che ha coinvolto, insieme ai membri dell'associazione, diverse personalità della cultura italiana ed europea - è stato documentato in numerose pubblicazioni: Beni culturali e scuola, a cura di Mario Gennari, Brescia 1988; Estetiche dell'ambiente, a cura di Mario Gennari, Genova 1988; Pedagogie del museo, a cura di Paola Poldi Allai, Genova 1991; Narratologia e didattica, a cura di Claudio Borello, Genova 1993; Semiotica e educazione, a cura di Bruno Bassi e Mario Gennari, «Versus. Quaderni di studi semiotici», 68/69 (1994), pp. 1-150. Predominanti in tali testi sono la tensione a cogliere le problematiche pedagogiche attraverso sguardi transdisciplinari, l'attenzione a costruire percorsi educativi capaci di sostenere l'armonico sviluppo d'ogni uomo, l'opposizione a ogni forma di grammaticismo che riduce i codici a repertori predefiniti di regole, la sceneggiatura di percorsi didattici diretti a incentivare l'interpretazione e l'espressione soggettiva. È da rilevare, peraltro, che in questo suo primo periodo d'esistenza - dal 1988 al 1996 - il Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani ha aperto la collana «Pedagogia e Scienze dell'educazione» presso la casa editrice Sagep di Genova, nella quale sono stati editi, oltre ad alcuni dei volumi già citati, Didattica. Itinerari bibliografici per la scuola materna elementare e media, a cura di Edoardo Walter Tizzi, Genova 1990; Tecnologie educative, di Renza Cerri Musso, Genova 1995.

           Altra costante preoccupazione del Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani si è rivelata l'investigazione riguardo al problema della formazione dell'uomo nella crisi della modernità. Il dibattito in merito a tale questione si è imperniato intorno al concetto di Bildung, intesa come formazione culturale e spirituale di un uomo che indaga e coltiva la propria essenza profonda mediante la frequentazione dei mondi dell'arte, della poesia, della natura, del sacro, della socialità. In ragione di ciò, il C.S.P.D.L.M si è inoltrato in una critica al paradigma moderno dell'apprendimento - ove l'educazione si riduce a mera acquisizione di competenze e abilità, convertendosi anche in addestramento conformante -, per profilare un'idea di educazione quale incontro dialogico tra universi soggettivi differenti, protesi alla comprensione di sé attraverso la rivisitazione personale delle differenti forme della tradizione. Tale indagine è stata caratterizzata da momenti d'incontro/confronto a Genova con studiosi di importanza internazionale. I temi dibattuti sono stati poi ripresi in tre Convegni i cui Atti si trovano in La città educante, a cura di Mario Gennari, Genova 1989; Gioco e sport nelle scienze dell'educazione, a cura di Anna Kaiser, Genova 1996; Il complesso di Èra. Handicap, città, educazione, a cura di Miriam Pertica, Torino 1997. Si colloca in questo contesto, pure, il seminario di studi dedicato nel 1997 a Don Lorenzo Milani a trent'anni dalla morte.

           Frutto di un'articolata ricerca avviata dal Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani è anche il volume Didattica generale, a cura di Mario Gennari, edito per la Bompiani, nel 1996. In tale testo la didattica, ancorata al concetto di Bildung, pone il suo fulcro sul rapporto fondamentale tra educatore ed educando, svolgentesi quale processo di comunicazione e significazione educativa regolato da specifici codici. Ulteriori ricerche si dipanano in tre complementari direzioni: la definizione di uno statuto scientifico a carattere umanistico per la didattica; l'approntamento di strategie euristiche adeguate a facilitare l'acquisizione di comportamenti magistrali consapevoli; la prefigurazione di scenari didattici in cui tecniche e metodologie sono subordinate all'armonico formarsi d'ogni soggettività.

Rilevante problematica oggetto di un'incessante attenzione da parte del Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani risulta la questione dello statuto epistemologico della pedagogia, sul quale nel 1986 si avvia una prima serie di seminari di ricerca dedicati a «La pedagogia come scienza». L'argomento è approfondito ulteriormente durante i successivi «Seminari di filosofia dell'educazione», svoltisi a fine anni Novanta. Nel novembre del 2001, quindi, il Centro Studi ha promosso il Convegno nazionale su «L'epistemologia pedagogica contemporanea in Italia», in collaborazione con le cattedre di Pedagogia Generale della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Genova. Il volume collettaneo Epistemologia pedagogica, a cura di G. Sola, Milano 2002, raccoglie i contributi portati al dibattito intervenuto nel corso delle ultime due iniziative, che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori pedagogisti italiani. L'interesse attribuito dal Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani alle questioni epistemologiche è dato dalla persuasione che la debole ossatura scientifica della pedagogia sia la ragione primaria della sua dispersione nella molteplicità delle scienze dell'educazione attualmente costituite, con conseguenza perdita di autonomia e incapacità a proporsi quale sapere fondativo o orientativo per ogni discorso sulla formazione e l'educazione dell'uomo. Peraltro, il Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani è animato dalla convinzione che la conoscenza pedagogica necessiti d'un ampio orizzonte inter- e trans-disciplinare, per cui nelle sue iniziative culturali - seminari e/o ricerche - ampio spazio viene dato al confronto con le problematiche e gli studi provenienti da differenti àmbiti gnoseologici intersecanti l'orizzonte pedagogico, siano essi la filosofia, la teologia, la storia, la psicologia, l'economia, la letteratura, le scienze sociali o altri ancora.

Edoardo Valter Tizzi
Il testo è pubblicato nella Enciclopedia filosofica (Bompiani, Milano, 2006, vol.II, pp. 1803-1805) alla voce Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani.
Si ringrazia l'Editore per aver concesso la pubblicazione su questo sito.

 

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1.1.1. La fondazione pedagogica

          Come ricorda la denominazione "Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani", questo luogo di ricerca genovese si distingue anzitutto per la riflessione pedagogica. La pedagogia costituisce, dunque, il fondamento in cui si radicano progetti di ricerca e attività culturali, il sistema di saperi di riferimento entro il quale procedere nella costruzione delle conoscenze e il codice interpretativo mediante cui affrontare il problema dell'educazione dell'uomo. Il Centro Studi si rappresenta, pertanto, nella propria fondazione pedagogica. Anche quando sviluppa percorsi di ricerca connotati dallo sguardo estetico o dal paradigma didattico, i sedimenti della sua riflessione possiedono sempre una consistenza primariamente pedagogica, che si articola in un intreccio tra matrici teoriche, epistemologiche, storiche e pratiche.

La ricerca teorica in pedagogia è il settore nel quale il Centro Studi si è forse maggiormente espresso. Le ragioni di tale orientamento possono essere còlte sia in una precipua propensione euristica dei singoli membri del Centro Studi, sia nella concezione epistemologica complessiva che sorregge la riflessione del Centro Studi, per il quale attraverso la chiarezza della riflessione teorica diviene possibile strutturare interventi cogenti all'interno delle prassi operative. Per meglio delineare l'identità pedagogica del Centro Studi pare però opportuno muovere anzitutto da questo àmbito, che ha avuto negli studi di Mario Gennari il referente decisivo.

Nel 1984, come già detto, Gennari pubblica Pedagogia e semiotica (La Scuola, Brescia), un testo dove l'incontro interdisciplinare tra queste scienze legittima la possibilità di tratteggiare i lineamenti di una fino ad allora inesplorata semiotica dell'educazione, ossia la scienza il cui impianto epistemologico consente di cogliere e porre in rilievo la natura codessicale e testuale dell'educazione. Le nozioni di segno e codice, di testo e educhema, di semiosi educativa e significazione pedagogico-semiotica entrano così nella strutturazione delle logiche della conoscenza elaborate in seguito dal Centro Studi, contrassegnandone i linguaggi e i contenuti. Su invito del Centro Studi giungono a Genova docenti provenienti da atenei italiani ed europei, tra cui Cesare Scurati (Università Cattolica di Milano) e Michel Martin (Université de Nice), le cui conferenze vertono sulla pedagogia, per aprirsi al dialogo con lo strutturalismo e la semiologia, al fine di costruire i profili di un dibattito del tutto inedito nell'àmbito accademico genovese.

L'interconnessione tra pedagogia e semiotica estrinsecantesi nella semiotica dell'educazione fa poi curvare l'attività di ricerca di Mario Gennari verso l'orizzonte ermeneutico, dunque ripercorrendo la soglia dell'interpretazione in pedagogia. Oltre alla semiotica, anche l'ermeneutica diviene un interlocutore privilegiato del discorso pedagogico. Proprio sul rapporto di queste tre scienze si concentra il volume, di Mario Gennari, Interpretare l'educazione. Pedagogia, semiotica, ermeneutica (La Scuola, Brescia, 1992), nelle cui pagine l'autore delinea come, in ragione del dialogo instauratosi fra pedagogia e scienze dell'interpretazione, divenga possibile individuare un ulteriore àmbito di ricerca, denominato ermeneutica dell'educazione, esito dell'intersezione tra pedagogia e ermeneutica. Questa pubblicazione - dove la cultura dell'interpretazione in pedagogia si sostanzia della circolarità virtuosa fra soggetto, storia e testo, come pure dei contributi ad esempio offerti dalla linguistica e dal decostruttivismo - costituisce un ulteriore punto di svolta anche per la ricerca del Centro Studi. In questo contesto si situano due Seminari, entrambi tenuti nel 1993, dedicati a "L'interpretazione fra scienze umane e scienze dell'educazione" e "L'educazione nella crisi della modernità". Il primo si contraddistingue per un taglio di carattere più epistemologico, volto a sondare le possibilità e i limiti del rapporto fra scienze umane e scienze dell'educazione; il secondo situa la riflessione teorica sull'educazione entro il contesto della crisi della modernità, dove l'educazione si fa testo da interpretare attraverso coordinate politico-economiche, etiche e sociali, affrontate in conferenze tenute da Mario Gennari, Norberto Galli (Università Cattolica di Milano), Pierluigi Malavasi (Università di Brescia).

Proprio nel segno di una polmonarità interpretativa pare opportuno collocare il contributo fornito dagli studi di Anna Kaiser alla ricerca teorica del Centro Studi. Allieva di Mario Gennari, Anna Kaiser interconnette la pedagogia con il problema della ludicità. Nel volume di Kaiser, Antropologia pedagogica della ludicità(La Scuola, Brescia, 1996), la pedagogia si dispone, attraverso il pensiero di Johan Huizinga, Ludwig Wittgenstein, Roger Caillois, Eugen Fink e Jürgen Moltmann, a una interpretazione del mondo ludico alla luce di una filosofia del gioco.

Consapevole di come luoghi comuni, stereotipi e conformismi possano tradursi in convenzioni educative, il Centro Studi organizza, nel 1997, presso l'Istituto Vittorino Da Feltre, di Genova, le giornate seminariali sulle "Metabletiche della formazione. Il problema del 'mutamento' nell'itinerario della formazione umana". Nel decodificare la formazione in quanto fondazione di sé, trasformazione, narrazione e trasgressione, si rende esplicito come il processo formativo dell'uomo si realizzi attraverso continui e imprevedibili mutamenti, ossia come il soggetto si formi nella libertà delle proprie trasformazioni. Inoltre, cosciente di quanto la cristallizzazione della propria attività di ricerca possa impedire un dialogo autentico con l'enciclopedia delle scienze e, in particolare, con le scienze pedagogiche e le scienze dell'educazione, il Centro Studi predispone, nel 1998, delle giornate di studio poste sotto un interrogativo: "Pedagogie e/o scienze dell'educazione?". Sostando in questa domanda, le relazioni svolte s'impegnano a chiarire il quadro interdisciplinare entro cui la pedagogia dell'ultimo Novecento si rivolge alle scienze della formazione che ormai caratterizzano anche nominalmente le Facoltà universitarie istituite sull'asse pedagogico.

Nel far convergere la propria attività di ricerca entro la dimensione teorica della conoscenza pedagogica, il Centro Studi promuove, sempre nel 1998, a Genova, presso il Palazzo del Rettorato, il Seminario nazionale intitolato "Pedagogia teoretica". Tale incontro di studio è da contestualizzarsi all'interno di quel più ampio Seminario Itinerante (nato in modo spontaneo e confluito poi nella SIPED, la Società Italiana di Pedagogia) che vedeva coinvolti, da alcuni anni, un gruppo di studiosi e professori universitari di cui facevano parte anche Franco Cambi, Giuseppe Flores d'Arcais, Mario Gennari, Alberto Granese, Mario Manno, Riccardo Massa, Carlo Nanni, Carla Xodo e altri. È, invece, del maggio del 2000 il Seminario "La ricerca pedagogica in Italia"-, tenuto presso la Biblioteca E. De Amicis, di Genova -, all'interno del quale il Centro Studi approfondisce le modalità per il cui tramite la pedagogia generale può realizzare un rapporto dialettico e dialogico con la pedagogia comparata, la filosofia dell'educazione, la pedagogia sperimentale, la pedagogia speciale e la storia della pedagogia.

La ricerca teorica in pedagogia sviluppata dal Centro Studi conosce un ulteriore momento di svolta con la pubblicazione del volume, di Mario Gennari e Anna Kaiser, Prolegomeni alla Pedagogia Generale (Bompiani, Milano, 2000). In esso, la pedagogia viene presentata come la scienza generale della formazione e dell'educazione dell'uomo. Se il Centro Studi si è impegnato, attraverso i tanti dibattiti culturali e i numerosi seminari di studio, a potenziare la configurazione interdisciplinare della pedagogia, con il testo di Gennari e Kaiser è sospinto a ripensare l'identità della pedagogia generale con una sempre maggiore consapevolezza epistemologica. Strutturato per rapide tesi, questo volume riconduce la pedagogia ai suoi princìpi fondativi, ai suoi contenuti fondamentali e alle sue categorie fondanti. Il libro risponde a un preciso bisogno euristico: in seguito all'ampliamento dei confini disciplinari della pedagogia e al dialogo instauratosi - a volte in modo un poco confuso - tra pedagogia generale e scienze dell'educazione, dopo la fase di potenziamento della configurazione interdisciplinare di questo sapere e la dilatazione semantica - talvolta un po' ambigua - che ha contrassegnato le idee di formazione e educazione, è ora necessario affrontare l'identità della pedagogia. Il Centro Studi accoglie questa istanza, facendosene interprete. Di qui l'organizzazione di altri seminari e incontri di studio, indirizzati a discutere problemi specifici, nuovi assi di ricerca nonché le pubblicazioni più rilevanti apparse nel panorama scientifico internazionale.

All'interno dello scenario delle ricerche intraprese dal Centro Studi, pare poi opportuno segnalare come la dimensione teoretica della riflessione pedagogica diventi uno dei motivi centrali. Quando, nel novembre del 2004, il Centro Studi organizza a Genova il Convegno nazionale su "Il dibattito tra pedagogia e filosofia nell'ultimo Novecento", le relazioni - tenute, oltre che da Mario Gennari e Anna Kaiser, anche da Luigi Alici (Università di Macerata) e Franco Cambi (Università di Firenze) - riconoscono nella dimensione teoretica un imprescindibile punto di convergenza tra filosofia, pedagogia e filosofia dell'educazione.

La circolarità instauratasi fra la ricerca del Centro Studi e l'attività euristica di Mario Gennari - ordinario di Pedagogia Generale nell'Università di Genova dal 2000 - conosce un ulteriore incremento con la pubblicazione, nel 2006, del Trattato di Pedagogia Generale (Bompiani, Milano). In esso, la questione dell'identità scientifica della scienza generale della formazione e dell'educazione dell'uomo viene posta a tema muovendo dalle istituzioni di pedagogia generale, per giungere a profilare - attraverso l'esplicitazione delle categorie del discorso pedagogico, degli ambienti pedagogici, dei concetti di educazione e formazione e delle tipologie della ricerca in pedagogia - un quadro complessivo delle professioni pedagogiche, sempre più impegnate a confrontarsi con la formazione, la trasformazione e la deformazione dell'uomo. Proprio a questi tre vertici problematici, còlti anche nelle loro implicanze storico-politiche, il Centro Studi dedica, nel novembre del 2008, il Convegno su "Il '68 tra formazione, trasformazione e deformazione", ponendo in rilievo come una riflessione consapevole sulla formazione dell'uomo debba anche sapersi aprire alla storia delle idee e alle politiche del dissenso.

Se la ricerca teorica in pedagogia è, per il Centro Studi, una dimensione preponderante, anche la ricerca epistemologica e la ricerca storica hanno un ruolo di rilievo. In seguito a una serie di seminari volta ad approfondire la necessità della riflessione epistemologica in pedagogia, il Centro Studi organizza, sotto l'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana, nel novembre del 2001, presso il Palazzo del Rettorato dell'Ateneo genovese, il Convegno nazionale "L'epistemologia pedagogica contemporanea in Italia", al quale partecipano come relatori Giuseppe Acone, Franco Cambi, Mario Gennari, Alberto Granese, Anna Kaiser, Pierluigi Malavasi, Mario Manno e Giancarla Sola, fornendo un quadro articolato delle posizioni epistemologiche più accreditate all'interno della ricerca pedagogica italiana. Proprio in ragione dei seminari organizzati, nel corso del tempo, sulla tematica epistemologica e del Convegno del 2001, si rende possibile la pubblicazione, nel 2002, del volume Epistemologia pedagogica, il dibattito contemporaneo in Italia, pubblicato presso la Bompiani di Milano, a cura di Giancarla Sola. Al suo interno vi appaiono i saggi di Giuseppe Acone, Franco Cambi, Mario Gennari, Alberto Granese, Anna Kaiser, Pierluigi Malavasi, Mario Manno, Umberto Margiotta, Riccardo Massa e Fabrizio Ravaglioli. Essi testimoniano come alcune delle voci più autorevoli del dibattito pedagogico contemporaneo siano passate da Genova in virtù del ruolo culturale che in questa città - e non solo - ha saputo rivestire il "Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani". Per quanto concerne, poi, la ricerca storica, è da ricordare come, oltre ai seminari organizzati nel tempo dal Centro Studi e a differenti lavori di carattere storico pubblicati da Mario Gennari, Anna Kaiser e Edoardo Valter Tizzi, nel 2008 appaia il volume Archeologie della formazione occidentale (Anicia, Roma), di Giancarla Sola, allieva di Mario Gennari.

Accanto alla ricerca teorica, epistemologica e storica, si affianca, infine, la ricerca pratica, finalizzata a fornire un contributo operativo per la gestione delle prassi formativo-educative. A questo àmbito sono riconducibili pubblicazioni e attività culturali. Anzitutto il volume, di Mario Gennari, Pedagogia degli ambienti educativi (Armando, Roma, 1988), dove la nozione di "spazio", semantizzandosi in spazio pedagogico, concreta gli aspetti prossemici propri della comunicazione educativa, rendendo così più trasparenti i contesti dell'educare. Quindi, il libro La città educante (a cura di Mario Gennari, Sagep, Genova, 1989), il cui titolo richiama il Convegno nazionale dedicato dal Centro Studi proprio al tema della "Città educante", tenuto a Genova nel 1987, con il patrocinio dell'Università, della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e del Comune di Genova. Tra i relatori, oltre a Claudio Borello, Mario Gennari, Paola Poldi Allai e Edoardo Valter Tizzi, figurano anche Giuseppe Acone (Università di Salerno), Piero Bertolini (Università di Bologna) e Fabrizio Ravaglioli (Università di Roma). Ancora alla città e alle sue potenzialità educanti si richiama il libro di Mario Gennari, Semantica della città e educazione (Marsilio, Venezia, 1995). Anche il lavoro di Anna Kaiser, del 1995, Genius ludi: il gioco nella formazione umana (Armando, Roma) costituisce un contributo ulteriore alla ricerca pratica sviluppata dal Centro Studi poiché, oltre a ricordare come venga configurandosi il gioco entro i confini di una città educante, individua il topos e il logos di quel genius ludi che è parte della vita dell'uomo e fonte della sua stessa eudemonia, presupposto indispensabile di una formazione armonica. Proprio allo studio della formazione dell'uomo còlta nelle sue armonie e disarmonie è, infine, riconducibile il volume di Giancarla Sola, Introduzione alla Pedagogia Clinica (Il Melangolo, Genova, 2008). In esso, da un lato si introduce la questione della fondazione scientifica della pedagogia clinica e, dall'altro, viene strutturandosi - seppur in modo preliminare - una forma di consulenza pedagogico-clinica a supporto degli interventi professionali relativi alle condizioni di "deformazione" presenti nel soggetto.

Dunque, dalla ricerca teorica, attraverso quella epistemologica e storica, alla ricerca pratica: all'interno di questa circolarità viene configurandosi la specificità della fondazione pedagogica propria dell'attività euristica del "Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani", al quale non rimane estranea un'incisiva tensione filosofica.

 

1.1.2. La tensione filosofica

         
Oltre allo sguardo estetico, al paradigma didattico e alla fondazione pedagogica, concorre a delineare l'identità scientifica del Centro Studi anche una tensione filosofica. Questa si è resa esplicita ogni qual volta, nel corso di venticinque anni, sono stati affrontati problemi di matrice teoretico-filosofica, questioni di natura gnoseologica e analisi relative alla filosofia dell'educazione. Un ampio regesto di seminari testimonia come gli interessi filosofici divengano, specie nell'ultimo decennio, un profilo ulteriore nella fisionomia del Centro Studi. Ne sono esempio, tra gli altri, gli incontri seminariali dedicati a "La lettera sull''umanismo', di Martin Heidegger" (relatore Mario Gennari, tenuto nel 2000), "Psiche e techne" (relatore Anna Kaiser, tenuto nel 2000), "Il costruttivismo" (relatore Edoardo Valter Tizzi, tenuto nel 2001), "Si scrive ciò che si è" (relatore Raffaele Perrotta, tenuto nel 2002), "Pedagogia e ontologia" (relatore Anna Kaiser, tenuto nel 2004), "Il problema dell'originarietà nella formazione dell'uomo" (relatore Giancarla Sola, tenuto nel 2004), "Filosofia della storia" (relatore Mario Gennari, tenuto nel 2005), "L'humanitas latina nella formazione dell'oratore" (relatore Giancarla Sola, tenuto 2005), "L'intellettuale" (relatore Claudio Borello, tenuto nel 2006), "La filosofia dell'educazione" (relatore Alessandro Mariani, dell'Università di Firenze, tenuto nel 2006), "Il 'Dio è morto' di Nietzsche" (tavola rotonda con Mario Gennari, Raffaele Perrotta e Giancarla Sola, tenuta nel 2007), "Il '68 politico-pedagogico" (tavola rotonda con Claudio Borello e Edoardo Valter Tizzi, tenuta nel 2008), "Pedagogia in prospettiva aristotelica" (relatore Giuseppe Mari, dell'Università Cattolica di Milano, tenuto nel 2008). Anche entro questo quadro, si concreta la riflessione del Centro Studi, in cui è possibile rilevare almeno quattro specifici orientamenti volti a sondare, teoreticamente, il problema della Bildung, il pensiero di alcuni filosofi, la questione gnoseologica, etimologica e filologica, il rapporto tra uomo, filosofia e pensiero.

L'approfondimento del problema della Bildung operato all'interno del Centro Studi è da ricondursi anzitutto alle ricerche sviluppate da Mario Gennari. Già nel suo primo volume, Pedagogia e semiotica, del 1984, la Bildung si configura come categoria decisiva attraverso cui interpretare la formazione dell'uomo. Da allora, questo concetto di matrice tedesca - mediante cui ci si riferisce alla dimensione profonda, intima, armonica e libera della formazione umana - diventa un proprium e un continuum dell'attività scientifica di Mario Gennari, che ha poi conosciuto nel volume Storia della Bildung. Formazione dell'uomo e storia della cultura in Germania e nella Mitteleuropa (La Scuola, Brescia, 1995) una originale trattazione. Dal canto suo, il Centro Studi rappresenta il luogo di un dibattito feracico che ha contribuito non solo ad approfondire temi e problemi connessi con l'idea di Bildung, ma anche a estrinsecarne le semantiche, le axiologie e le politiche. Nel giro di un rapido torno di tempo, altri due libri trattano e sviluppano la questione della Bildung. Si tratta di Umbildung. La "trasformazione" nella formazione dell'uomo(Bompiani, Milano, 2003), firmato da Giancarla Sola, e La Bildung ebraico-tedesca del Novecento (Bompiani, Milano, 1999), curato da Anna Kaiser. Il primo intreccia, secondo la lezione goetheiana, la Bildung con l'Umbildung - dunque, la formazione con la trasformazione. Il secondo lascia che siano le voci dei più autorevoli intellettuali ebreo-tedeschi del Novecento a testimoniare la forza della categoria neoumanistica di Bildung. In esso, dopo la vasta Introduzione di Anna Kaiser, spiccano i saggi di Theodor W. Adorno, Hannah Arendt, Walter Benjamin, Martin Buber, Ernst Cassirer, Max Horkheimer, Siegfried Kracauer, Karl Löwith, George L. Mosse, Max Scheler, Georg Simmel, Edith Stein.

Alcuni degli studiosi presenti all'interno del Centro Studi pubblicano poi dei lavori volti a sondare il pensiero filosofico del Novecento. È questo il caso del volume, curato da Giancarla Sola, Franz Rosenzweig. Ebraismo, Bildung e filosofia della vita (La Giuntina, Firenze, 2000); del libro di Anna Kaiser, Pedagogia e ontologia. Saggio su Nicolai Hartmann (La Scuola, Brescia, 2003); del testo di Giancarla Sola, Heidegger e la Pedagogia (Il Melangolo, Genova, 2008). Nell'affrontare la speculazione filosofico-metafisica di Rosenzweig, Hartmann e Heidegger, le pubblicazioni sopra citate mostrano come la riflessione della pedagogia generale possa entrare in un rapporto dialogico con il theorein filosofico, prescindendo da sudditanze disciplinari e ancillarità scientifiche, per avvalorare una dialettica della conoscenza atta a travalicare i confini dei singoli saperi. Alla luce di questa consapevolezza epistemologica, il Centro Studi organizza, nel novembre 2006, il Convegno nazionale "Heidegger e la Pedagogia. A Trent'anni dalla morte del filosofo tedesco", presso la Biblioteca E. De Amicis, di Genova. Introdotto da Mario Gennari, il convegno vede come relatori Franco Cambi (Università di Firenze), Giancarla Sola (Università di Genova) e il filosofo Carlo Angelino (Università di Genova), che è internazionalmente considerato uno dei più autorevoli studiosi del pensiero heideggeriano.

 Gli interessi filosofici che animano il Centro Studi sono anche il frutto di personali percorsi di ricerca. Anna Kaiser pubblica presso La Scuola, di Brescia, nel 1998, Gnoseologia dell'educazione.1. Lo statuto antropologico dell'essere spirituale, dove analizza le categorie di natura, cultura e tradizione lumeggiate da una concezione dell'essere spirituale di matrice hartmanniana. Mario Gennari è autore di due volumi dedicati a Filosofia della formazione dell'uomo (Bompiani, Milano, 2001) e Filosofia del pensiero (Il Melangolo, Genova, 2007), in cui delinea la legittimità scientifica di una filosofia della formazione ponendo in rilievo come tra uomo, formazione e pensiero sussista un nesso problematico ineludibile. Giancarla Sola scrive due volumi strettamente interconnessi fra di loro: La genesi teoretica della paideia classica (Aracne, Roma, 2005) e La genesi filologica degli umanesimi classici (Aracne, Roma, 2009).

Pur nella distinzione tra le ricerche condotte dai singoli studiosi storicamente presenti nella Direzione del Centro Studi e il complesso dell'attività culturale promossa da quest'ultimo, pare possibile delineare una sintesi disciplinare delle principali aree scientifiche percorse in venticinque anni di costante e approfondito lavoro che comprende la pedagogia generale, la semiotica dell'educazione, l'ermeneutica dell'educazione, la didattica generale, l'educazione estetica, la storia della pedagogia, la gnoseologia dell'educazione, la filosofia, la filosofia dell'educazione, la filosofia della formazione, la pedagogia clinica. Questi ed altri sistemi di saperi costituiscono il patrimonio che il "Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milani" ha arricchito e lasciato in eredità a coloro che in futuro sapranno o/e vorranno accoglierlo.

Il testo, di Giancarla Sola, è tratto da Pedagogia e cultura. Venticinque anni di studi e ricerche attraverso il "Centro Studi Pedagogici Don Lorenzo Milan", di Genova, Anicia, Roma, 2009, pp.20-27
Si ringrazia l'Editore per aver concesso la pubblicazione su questo sito.